6 motivi per visitarla nel tuo prossimo viaggio nella capitale italiana

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Roma è la mia città preferita al mondo e una delle preferite di JAAC, che non vuole far sembrare Madrid brutta. Sì, spazziamo per casa. Il gastronomia tipica romana lo amiamo entrambi e, in generale, il tutto cucina italiana Ci piace, lo abbiamo chiarito in più di un’occasione. Quindi, quando sentiamo parlare di Mercato Centrale Roma non potevamo smettere di condividerlo. Ammettiamo che ancora non lo sappiamo: ha aperto nel 2016 e inspiegabilmente non andiamo a Roma da più di due anni, ma rimedieremo presto. Abbiamo già conosciuto, e amato, il Mercato Centrale di Firenze, suo “fratello maggiore”. Più antico per età, perché aperto prima, perché il romano ha 1.900 mq di superficie e spazio per 500 commensali.

Si tratta di una spazio dedicato alla gastronomia italiana, con qualche cenno al mondo. Una ventina di piccole botteghe, le botteghe, al piano terra, con prodotti tipici come il Pizza, il congelato, o qualcosa di meno noto come carciofi romani. Al primo piano il ristorante di cucina creativa La tavola, il vino e la dispensa, di un grande chef internazionale. E, al secondo piano, lo Spazio Fare – “spazio da fare” -, dove si mangia e si partecipa a laboratori e altri eventi dedicati alla musica, all’arte, alla scienza e alla cultura.

Foto: Mercato Centrale Roma

Come a Firenze, il Mercato Centrale Roma È diventato un punto di ritrovo dove gustare cibo per la gente del posto e, naturalmente, anche per i turisti. Ti diamo sei motivi per fargli visita alla tua prossima viaggio a Roma. Crediamo che sia facile essere convinti, siamo molto convinti.

Le botteghe del Mercato Centrale Roma: deliziose botteghe artigiane in chiave moderna

Le protagoniste del Mercato Centrale Roma, quelle che vi accolgono al piano terra, sono le “botteghe”. Ho trovato molto curiosa quella definizione, “bottega”, che mi ha fatto viaggiare un po’ nel mio passato. Bottega è il nome che in passato veniva dato ai negozi in Italia: sono i piccoli negozi “di una vita”, dai. Altro dettaglio di semantica e forma: nelle botteghe non ci sono cuochi o bottegai, ci sono artigiani. Un ritorno alla semplicità nel mondo del cibo, e dei mercati “gourmet” sempre più sofisticati. qui c’è materia prima di qualità e artigiani che hanno la passione per il buon cibo, niente di più e niente di meno-. In effetti, il loro slogan è “il buono è elementare”.

Foto: Mercato Centrale Roma

Nomi semplici per prodotti semplici

Anche i nomi delle botteghe rivendicano quella semplicità. Qualche esempio? Il Pane ei dolci, “pane e dolci” – sì, ci sono anche Pizza-, dove sono stati recuperati antichi cereali e ricette di massa della tradizione italiana. Il Tartufo, “il tartufo”, con il re dei funghi e dei prodotti con esso preparati, dalla mano di una famiglia toscana che li raccoglie da tre generazioni. La carne ei salumi, “carne e salsicce”, con carne cruda e alla griglia, oltre agli insaccati italiani e la particolarità che gli animali pascolano in un’oasi WWF dove si nutrono di alimenti biologici. Oppure Il formaggio, “il formaggio”, dove si possono assaggiare anche i taglieri di formaggi, tutti fatti con latte crudo di pecore, capre o mucche che si nutrono solo di erba. E così via fino alle 18 botteghe…

Foto: Mercato Centrale Roma

Lo sapevate…?

L’azienda Savini, quella de “Il Tartufo”, detiene il Guinness dei primati per il tartufo bianco più grande mai commercializzato: un esemplare di 1.497 kg venduto per 330.000 dollari.

A proposito, oltre ad acquistare i prodotti in ogni bottega, si possono degustare anche i “magnifici”, piatti stagionali preparati con ingredienti delle diverse botteghe in commercio. Oh, e c’è anche una bottega dedicata a vegetariani e vegani.

Foto: Mercato Centrale Roma

Sapori di Roma, del resto d’Italia e del mondo sotto lo stesso tetto

Nel Mercato Centrale Roma ci sono prodotti tipici della gastronomia romana e italiana, ma anche qualche cenno al resto del mondo. Così, insieme ai carciofi alla romana –molto apprezzati in Italia–, il gelato Italiani, pizza, pasta fresca o prodotti salati e dolci tipico della Sicilia, trovate hamburger –Sì, preparato con carne chianina toscana– oppure ramen e sushi. Non si dica che Roma non è ancora aperta al mondo!

Foto: Mercato Centrale Roma

Il ristorante del Mercato Centrale Roma: i grandi classici romani rivisitati

Al primo piano troverete il ristorante market: La tavola, il vino e la dispensa. Ancora una volta un nome che evoca la semplicità: “La tavola, il vino e la dispensa”, sebbene lo chef, Oliver Glowig, sia uno chef di fama internazionale – che ha ottenuto la sua prima stella Michelin nel 2004 e la seconda nel 2008 – .

Foto: Mercato Centrale Roma

Il menu cambia in base alla stagione, ma alcuni dei suoi piatti più “classici” sono curiose rivisitazioni in chiave moderna di piatti tipici della cucina romana. Così, gli spaghetti cacio e pepe –con pecorino e pepe– si trasformano negli eliche cacio e pepe ai ricci di mare –con i ricci di mare. La coda alla vaccinara diventa un ripieno di pasta fresca nei tortelli di coda vaccinara. E i bucatini all’amatriciana –pasta pomodoro, guanciale, pecorino romano e pepe– diventano risotto all’amatriciana. Quanto sono belli!

Foto: Mercato Centrale Roma

Un gioiello architettonico recuperato per romani e turisti

A Roma gioielli architettonici emergono da sotto le pietre, mai meglio dire. Non tutti sono conservati in modo che romani e turisti possano goderseli, sì. Se a Firenze il mercato coperto di San Lorenzo è stato recuperato per il Mercato Centrale, a Roma si è scelto di recuperare una struttura molto originale. È la vecchia sala da pranzo dei lavoratori di Trenitalia, la Renfe italiana, che era stata abbandonata. Sì, il cibo è ancora una volta protagonista qui, anche se immaginiamo che questa sala da pranzo avrebbe poco a che fare con le botteghe del Mercato Centrale Roma.

Foto: Mercato Centrale Roma

Ciò che colpisce di più, senza dubbio, è l’enorme Cappa di Angiolo Mazzoni: un’enorme cappa aspirante in marmo grigio e rosa realizzata negli anni ’30 e ’40. Fino a poco tempo fa era nascosto in un deposito della stazione…

Lo sapevate…?

La Cappa di Angiolo Mazzoni misura ben 10 metri di altezza per 15 di larghezza!

Al Mercato Centrale si mangia…tutto il giorno!

Se c’è qualcosa di brutto nel mangiare in Italia per gli spagnoli, sono gli orari… Beh, qui non c’è problema: il Il Mercato Centrale Roma è aperto tutti i giorni dalle 8:00 a mezzanotte. Puoi andare a prendere un cappuccino a colazione alla Caffetteria, un brunch al ristorante, fare uno spuntino a Il Gelato, una birra Moretti alla Birreria nel pomeriggio o una pizza o un hamburger alle 23:00.

Foto: Mercato Centrale Roma

Posizione: impossibile una posizione migliore per portarti delizie gastronomiche

Il Mercato Centrale si trova proprio nel centro di Roma vicino alla stazione centrale, Roma Termini, proprio di fronte al suo ingresso principale, gli autobus che arrivano dalla fermata dell’aeroporto. Ce l’ho scritto perché è il posto ideale dove fermarsi prima di prendere il volo di ritorno e portarne un po’ souvenir gastronomici. Infatti, anche se non visiti Roma e vai da qualche altra parte in Italia ma voli lì, puoi fermarti prima di tornare indietro.

Foto: Mercato Centrale Roma

La prossima visita nella mia città preferita al mondo non passa: si vince per gustare le delizie di ognuna delle botteghe del mondo! Mercato Centrale Roma!